Seriamente

Nel dare il libro alle stampe, ho commesso un’errore imperdonabile e mi dispiace tanto di più per il fatto di non poter chiedere scusa alla “Vittima” di tale negligenza.

Nel libro non troverete né in II né in IV di copertina il nome dell’Autore e il titolo del dipinto che ho scelto come immagine a corredo del titolo.

L’Autore è il Pittore svizzero (di origine) Arnold BOCKLIN (1827-1901) e l’opera consiste nel suo più famoso dipinto: “L’Isola dei Morti” (Die Toteninsel). Da notare che  tale intitolazione non proviene dall’Autore.

Avevo scelto quel dipinto per la copertina del mio libro, quando ancora non avevo iniziato a scriverlo, perché ho sempre ritenuto che esso renda l’immagine di uno stato mentale e di coscienza in cui ad ogni essere umano, sia esso più o meno vocato per l’introspezione, è capitato o capiterà di trovarsi.

Il richiamo dell’Opera ha catturato l’attenzione di personaggi del calibro di Freud, D’Annunzio, Dalì, De Chirico, Hitler (quella nello scherzoso post precedente è quella che l’impiegato coi baffi teneva veramente dietro alla propria scrivania e dovrebbe essere la terza versione dell’Opera), Lenin e molti altri.

La versione di cui ho abusato per la mia copertina è la prima di cinque. Bocklin ha reinterpretato il capolavoro perché richiesto dal successo dell’originale.

Che dire quindi? Che chiedo idealmente scusa a Arnold Bocklin per aver sfruttato gratuitamente la sua Opera, per una copertina che onora molto la mia opera.

Spero che, per quanto modesto, il mio lavoro non renda blasfemo l’accostamento.

Se vorrete vedere i dipinti rimasti in circolazione, potrete trovarli qui:

  1. (1880) – The Metropolitan Museum of Art, New York.
  2. (1880) – Kunstmuseum, Basilea.
  3. (1883) – Alte Nationalgalerie, Berlino.
  4. (1886) – Museum der bildenden Künste, Lipsia.
  5. (1987) – Collezione privata Fam. Raccagni (Ed. Poster Ricordi) Non serve che avvertiate i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.

    La prima delle immagini qui sopra raffigura: “L’Isola dei Vivi” sempre di Bocklin.
    La seconda in alto è una “variazione sul tema” di Salvador Dalì.

    Grazie a Voi e a Bocklin. Bonnoir giornata!

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